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Filtro Internet: ma chi è dalla nostra parte? PDF Print E-mail
Written by Kinsha   
Monday, 01 February 2010 21:33

  Si parla del decreto Romani e si capisce che si aggiunge una nuova zavorra alla possibilità di crescere ed esprimersi sul web. A quanto pare è questo ciò a cui il governo sta lavorando, ma che per ora non sta trovando terreno fertile.

"Creare un filtro così restrittivo va contro la volontà di tutti e tutto sommato risulta essere uno strumento inefficace" afferma ad ADNKRONOS Corrado Calabrò,presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Giovedì il disegno di legge Romani verrà portato in Parlamento e sarà giudicato dalla commissione parlamentare competente, ma si dubita un parere favorevole. "E' totalmente in contrasto con le normative europee" continua Calabrò.

Quindi sembra che si potrà dormire tranquilli. "Quello che il disegno vuole fare è inserire una normativa che blocchi sul nascere un sito web e lo filtri sulla base che in futuro potrebbe delinquere. Soluzione inefficace anche perchè nel web chiuso un sito, se ne apre un altro. Per questo si stanno muovendo Europa, Stati Uniti, e Giappone per trovare una linea di intesa comune" conclude Calabrò.

Ormai cominciamo ad essere abituati a provvedimenti a priori, come la bella storia dell'equo compenso su cd e dvd. Capire che un governo ci tassi e ci multi solo perchè potremmo delinquere non è molto confortante. La prossima volta, in macchina fermo al semaforo, immagino di ritrovarmi un bel vigile davanti che compila una bella multa: "Scusi agente, perchè la multa?" "Non vede il semaforo è rosso" "Si, ma sono qui fermo, non sono mica passato" "No, ma potrebbe averci pensato".

 

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